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Kretinistan: i giorni della locusta

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Dal nostro corrispondente
Cattive nuove dal Kretinistan. Il primo scorcio dell’anno ha mostrato in quali condizioni sia il Paese euroasiatico, quale cappa di paure, di bugie, di nevrosi e di assurdità si siano accumulate sotto lo strato di neve di un inverno impietoso.  E’ difficile fare la cronaca di questi 20 giorni della locusta, descrivere l’idiozia canaglia nel cui dedalo si aggirano i cittadini: troppi fatti, troppe giravolte, troppe parole persino per i Kretini più rassegnati o più soggiogati. Una marea incredibile che è cresciuta proprio mentre scoppiava una rivolta di immigrati nell’estremo lembo meridionale del territorio. Costoro sfruttati dalla mafia locale come bestie nei campi e impossibilitati ad entrare nel giro di connivenze, complicità, favori tipica di quella zona, non avevano altra strada che la ribellione.
Qui comincia la prima e la più assurda delle vicende. Di fronte alle violenze, il governo di Kretin One, impegnato nel rito di propiziazione degli antenati, una tradizione locale che si rifà ai fasti della tribù Graxi, invece di colpire i mercanti di braccia, se l’è presa con le vittime. La cosa ha avuto anche eco all’estero, anche a causa delle disarmanti dichiarazioni del ministro dell’interno Duro Maronskj che alla fine di imbarazzate parole non ha saputo che dire la frase appresa nei corsi serali della Elektra Skvola: ziero tolerantzja. Verso chi o cosa non è dato di sapere. Ma secondo alcuni analisti era rivolta a se stesso.
Queste cose però chi segue le vicende del Paese le conosce già. Ci sono altre vicende che lasciano davvero increduli. Per esempio si è dichiarato che la lettura dei Diari di Anna Frank non è adatta ai ragazzi a causa di qualche accenno al sesso. Un deputato si è rivolto al ministro dell’istruzione Figarda Maristell per vietare la lettura di una delle più vive e dolenti testimonianze dell’olocausto. Questo mentre su tutte le televisioni del Paese a ogni ora viene proposto quello che nel Kretinistan viene definito “upilu” parola intraducibile che sta per un insieme di richiami sessuali mescolati assieme.
Non basta. Una deputata della minoranza, cioè della parte politica che dovrebbe arginare tutto questo, ha dichiarato che per le elezioni nel distretto della capitale, Amor Tacci,  avrebbe fatto campagna elettorale per il candidato avversario e che se questi non avesse vinto, si sarebbe dimessa dal partito. Il segretario Bani Sar, sorprendentemente non ha detto nulla, nemmeno che questa storia un senso non ce l’ha. Ma sappiamo che è nata una battaglia tra i colossi dell’informatica per assumere la parlamentare: secondo quanto trapelato potrebbe dare decisive informazioni su come evitare errori logici nelle cpu dei computer.
Si è scoperto che un ministro, attraverso la moglie, ha fatto affari comprando una quantità stratosferica di inutili vaccini. Ma non ha detto una parola sulla vicenda, si è solo dato malato.
Infine il premier Kretin One dapprima ha detto di volere un piano per diminuire le tasse e riformare il fisco per dare una mano ai ricchi in crisi, ma subito dopo ha dichiarato che questo non era possibile. Ci sono state forti polemiche e tensioni, qualcuno si è spinto a dire che si trattava di una “presaskaja” termine che si riferisce ad antiche tradizioni laiche e clericali.
Insomma è successo di tutto, sembra che il Paese sia in preda a un delirio o a un attacco di Alzheimer. E ogni cosa sembra destabilizzarsi, dissolversi, vorticare nel nulla, accompagnato da sgangherate parole. O come sintetizza una colorita espressione in lingua kretina: merdovskaja.
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